Propagazione
per Achenio
soluzioni ottimali
Cinaricoltura
siciliana
le necessità
La cinaricoltura siciliana ha bisogni tecnici specifici che possono essere soddisfatti solo attraverso innovazioni nei processi e nei prodotti. Uno dei principali aspetti da affrontare è la razionalizzazione delle modalità di propagazione delle varietà di carciofo siciliane. Tradizionalmente, il carciofo viene propagato per via vegetativa in Sicilia. Tuttavia, questo metodo presenta diversi svantaggi, come l’eterogeneità del materiale utilizzato e la trasmissione delle malattie dalle piante-madre.
La propagazione per achenio, spesso chiamata impropriamente “seme”, potrebbe risolvere questi problemi. Questo metodo contribuirebbe a rendere la tecnica colturale più razionale, migliorare lo stato fitosanitario delle piante e aumentare le rese.
Attualmente, però, la propagazione per “seme” del carciofo è controllata da poche ditte sementiere che offrono ibridi F1 a prezzi elevati. Per questo motivo, il progetto Val.Ci.Si. punta a creare varietà sintetiche siciliane che possano essere propagate per seme.
Cinaricoltura
siciliana
le necessità
La cinaricoltura siciliana ha bisogni tecnici specifici che possono essere soddisfatti solo attraverso innovazioni nei processi e nei prodotti. Uno dei principali aspetti da affrontare è la razionalizzazione delle modalità di propagazione delle varietà di carciofo siciliane. Tradizionalmente, il carciofo viene propagato per via vegetativa in Sicilia. Tuttavia, questo metodo presenta diversi svantaggi, come l’eterogeneità del materiale utilizzato e la trasmissione delle malattie dalle piante-madre.
Propagazione
per Achenio
soluzioni ottimali
La propagazione per achenio, spesso chiamata impropriamente “seme”, potrebbe risolvere questi problemi. Questo metodo contribuirebbe a rendere la tecnica colturale più razionale, migliorare lo stato fitosanitario delle piante e aumentare le rese.
Attualmente, però, la propagazione per “seme” del carciofo è controllata da poche ditte sementiere che offrono ibridi F1 a prezzi elevati. Per questo motivo, il progetto Val.Ci.Si. punta a creare varietà sintetiche siciliane che possano essere propagate per seme.
Biomassa
residua
le Innovazioni Agronomiche
Un altro obiettivo del progetto è sviluppare protocolli agronomici adeguati. La cinaricoltura tradizionale siciliana spesso utilizza pratiche colturali irrazionali, come concimazioni eccessive che sprecano risorse e possono danneggiare l’ambiente. Il progetto si propone di studiare e trasferire innovazioni sui protocolli di concimazione, irrigazione e trattamenti con acido gibberellico, adattandoli alle varietà in esame e alle condizioni locali. Inoltre, il carciofo lascia molta biomassa residua dopo la raccolta, circa 10 tonnellate di sostanza secca per ettaro. Valutare questa biomassa come fonte di energia è un ulteriore obiettivo del progetto.
Sperimentazione
e risultati attesi
Il progetto sarà articolato in prove di campo su sei aziende agricole e analisi di laboratorio. Tra i risultati attesi, c’è il superamento dei problemi tecnici della propagazione vegetativa attraverso la creazione di varietà da “seme” più adatte al clima siciliano e più economiche rispetto agli ibridi commerciali.
Altri obiettivi includono la riduzione dei consumi di input produttivi
e l’uso della biomassa residua per fini energetici. Considerando che la Sicilia è la seconda regione d’Italia per la coltivazione del carciofo, con oltre 14.000 ettari coltivati, modernizzare la cinaricoltura avrà un impatto positivo sull’economia locale, specialmente in quei distretti dove questa coltura ha un ruolo socio-economico importante.
